23 Settembre 2020
le interviste

INTERVISTA A FEDERICA CECCHERINI

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14-06-2012 - Intervista a Federica Ceccerini
INTERVISTA A : FEDERICA CECCHERINI
RUOLO: Libero # 16
SQUADRA: SERIE C FEMMINILE

Federica. Bella senza fine, bionda, grandissimi occhi da cerbiatta, piccolo pearcing al naso. Aspetto sempre curatissimo; è una di quelle fanciulle che, alla semplice apparenza, per molti potrebbero benissimo essere stereotipate tra le "principesse sul pisello". Si rivela invece essere una ragazza seria, con sani principi e valori e con un gran senso del dovere. Molto sensibile, i suoi occhi si inumidiscono con una facilità estrema risvegliando in chi la osserva emozioni e tenerezza ma allo stesso tempo ti rivela una forza di carattere incredibile e una grande determinazione. Conoscerti è stato un piacere ed è con altrettanto piacere che ve la presento:
"Federica e la pallavolo" Ho cominciato a giocare a pallavolo sette anni fa, alla palestra Oasi dove sono rimasta un paio d´anni. Poi sono stata contattata dal Castelfiorentino dove sono rimasta per un altro paio d´anni. Abbiamo fatto una 2° divisione con il Montaione, dopodiché ho chiesto di poter venire a Certaldo, un po´ perché riuscivo a gestire meglio gli impegni scolastici e un po´ perché mi erano state fatte, da parte del Castello, delle offerte e delle promesse che poi non sono state mantenute. Tutt´ora sono una tesserata del Castelfiorentino e gioco in "prestito" al Certaldo da tre anni. Il mio ruolo è quello di Libero e sono stata riconfermata in prima squadra anche per la prossima stagione. Sono felice di questo e spero di poter continuare anche nei prossimi anni, innanzi tutto perché sto bene con la mia squadra, secondo perché se fossi stata un fenomeno sarei già stata altrove e poi perché riuscirei a organizzare meglio la mia vita futura. Il mio sogno è quello di diventare medico di medicina generale e mi affascina molto anche la dermatologia. Ho ereditato questa passione dai miei due zii. Adesso mi sto preparando per la maturità, sono veramente stanca e impegnata e non vedo l´ora di terminare tutto, poi potrò rilassarmi un po´, dopodiché dovrò ricominciare a prepararmi: spero di superare l´esame di ammissione per la facoltà di medicina a Siena. Ho in progetto di trasferirmi lì, dove mia mamma ha un piccolo appartamento, per frequentare i corsi e tornare a casa i giorni in cui ho l´allenamento, per stare anche un po´ con la mia famiglia. Sono molto legata a loro.
" commento al campionato" Il campionato di quest´anno mi è molto piaciuto. Anche se non era cominciato bene e ci sono stati un mare di problemi, abbiamo mantenuto il nostro posto n serie C e abbiamo raggiunto l´obiettivo in anticipo rispetto all´anno scorso. Per tutte noi è stata una grande soddisfazione e di questo ringrazio il nostro allenatore, Mario. Sono dispiaciuta del fatto che non sia stato riconfermato anche per la prossima stagione perché per quanto mi riguarda è stata una persona che mi ha fatto tanto crescere e che poteva dare ancora tanto alla squadra. Ho discusso tanto con lui, a volte, mi rendo conto, anche alzando troppo la voce ma questo non ha incrinato i nostri rapporti, anzi, ha fatto sì che non ci fossero incomprensioni e che potessimo aiutarci a vicenda a svolgere meglio i nostri compiti. Ho sempre pensato che sia importante parlare con gli allenatori, far conoscere e difendere quelle che sono le mie idee, ma anche sapere quali sono i miei errori e far notare quali siano i miei bisogni per poter migliorare. Metto tanto impegno e tanta determinazione in quello che faccio e quest´anno ho ricavato da questo tanta soddisfazione. Mario mi ha fatto lavorare tanto sull´attenzione, sulla ricezione delle palle corte e ha dato tanta importanza al mio ruolo di libero quando invece solitamente si punta più sul lavoro dell´attaccante. Ho ripreso palle che prima avrei ritenuto impossibili da recuperare, ho instaurato una forte intesa con le mie compagne; bastava che io e Valentina ci guardassimo un attimo negli occhi per sapere chi avrebbe preso la palla e sento da parte della squadra una grande fiducia nei miei confronti che mi gratifica e mi riempie di soddisfazione. E´ una bellissima ricompensa per il lavoro svolto ( e qui ci scappa la lacrimuccia).
"come vivo lo sport" Vivo lo sport con amore, impegno e rispetto. La palestra è parte del mio mondo (ancora lacrime) . Ho sempre avuto bisogno di muovermi ma non mi piace né correre, né andare in palestra. Amo lo sport di squadra, dove basta una battuta per cancellare una cattiva giornata, dove la stanchezza se ne va con le chiacchiere nello spogliatoio. Se per qualche motivo non ci alleniamo a me mancano quelle due ore di palestra. Molte sarebbero felici di poter andare in giro a divertirsi, io no; o meglio, mi piace anche il divertimento e le uscite con gli amici ma non potrei rinunciare all´allenamento. Se gioco male una partita o discuto con qualcuna delle mie compagne , quando esco dal campo mi porto dentro un gran malessere che mi accompagna fino a casa; non riesco a staccare subito la spina a fine partita, come fanno in tanti..Amo la mia squadra, stimo tutte le mie compagne, soprattutto quelle più grandi d´età perché "sentono" la pallavolo come me e danno sempre il massimo, senza mai un lamento, nonostante i malesseri e gli infortuni che ci hanno perseguitato. Penso che noi donne siamo difficili ma in uno sport di squadra, se troviamo la giusta intesa, possiamo fare veramente di tutto, al contrario degli uomini che usano spesso la violenza e puntano sempre alla singola prestazione.
" i ringraziamenti" (e qui la commozione è davvero tanta) Ringrazio i miei genitori che mi sono sempre stati vicini e non hanno mai perso una partita senza però interferire mai in quelli che sono i miei rapporti con le compagne o l´allenatore, senza mai una parola di troppo al riguardo, sostenendomi quando ho giocato meno e gratificandomi quando ho fatto bene. Nonostante io sapessi di poter contare su di loro, hanno sempre lasciato che fossi io a prendere le mie decisioni, a difendere il mio pensiero e la mia posizione. Li ringrazio di questo perché per me è un modo per crescere e imparare a gestirmi e rispettarmi oltre che rispettare gli altri. Il modo di essere e di fare che acquisisci in palestra si riflette poi anche nella vita quotidiana. Se riesci ad essere un buon atleta (e non si parla solo di prestazione tecnica) sarai anche un buon cittadino. Per quanto riguarda lo sport ringrazio in particolare il mio babbo che è sempre stato ed è tuttora uno sportivo, per lo studio ringrazio la mia mamma. E´ lei che mi ha sempre spronato e mi ha indirizzato verso il liceo, quando io avrei seguito volentieri le mie compagne. Non si è mai perdonata di essersi fermata alla maturità e non voleva che commettessi il suo stesso errore. Oggi la ringrazio perché senza il suo incoraggiamento non sarei qui. La facoltà di medicina non è di facile accesso ma io sono molto determinata.







scritto da Maria
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